Pamunto, Taranto — Mercoledì 30 settembre 2026, ore 17:30
Nell’ambito del progetto Radici Comuni si è svolta l’ultima escursione del percorso, questa volta diretta verso il Pamunto, l’area umida che si estende tra San Vito e Lama, alle porte di Taranto, ed è stata una camminata che ha regalato ai partecipanti un finale del tutto inaspettato, perché il gruppo, composto da venti persone e impegnato per circa tre ore, è arrivato sul posto proprio mentre il sole cominciava a scendere verso l’orizzonte, e la luce calda del tramonto ha investito l’acqua e i canneti trasformando la zona umida in uno scenario sospeso, quasi irreale, capace di restituire in pochi minuti tutta la bellezza e la fragilità di questo ecosistema costiero, con la ricchezza della vegetazione spontanea, il canto ininterrotto degli uccelli e la percezione tangibile di una vita che pulsa in ogni angolo, tra canneti, specchi d’acqua e distese di salicornia, la pianta che meglio di ogni altra caratterizza questo tipo di ambiente salmastro.
Camminando lungo i bordi dello stagno costiero, che si trova nella contrada Sabbione, lungo la strada che conduce verso Capo San Vito, nei pressi dell’ex stabilimento Marechiaro, il gruppo ha potuto osservare da vicino un habitat che ospita una fauna sorprendentemente varia per la sua collocazione così vicina alla città: tra le specie che frequentano l’area sono stati segnalati fenicotteri, aironi, gallinelle d’acqua e martin pescatori, mentre nelle acque del corso d’acqua che attraversa la zona vivono anguille e granchi d’acqua dolce, a cui si aggiungono numerosi insetti e diverse varietà di pipistrelli che animano l’area nelle ore serali, proprio come è accaduto durante questa uscita, resa ancora più suggestiva dal calare della luce.
Quello che ha colpito maggiormente i partecipanti, oltre alla bellezza naturalistica del luogo, è stato il modo in cui il paesaggio naturale convive con il tessuto urbano che lo circonda, un confine sottile e delicato in cui la natura resiste e si fa spazio accanto alle tracce lasciate dall’uomo, restituendo l’immagine di un equilibrio prezioso quanto fragile, che merita attenzione e cura costanti; per questo motivo, al termine della camminata, è emerso con forza tra i partecipanti l’auspicio che l’amministrazione comunale e l’intera comunità cittadina si uniscano per tutelare e custodire questo luogo, riconoscendolo come un patrimonio comune da difendere e tramandare, appartenente a tutti coloro che vivono e attraversano questo territorio.
Nell’ultima escursione del progetto Radici Comuni e si deve, come le precedenti, alla collaborazione e alla partecipazione di numerose realtà del territorio: un ringraziamento particolare va a tutte le persone che hanno camminato insieme al gruppo condividendo questa esperienza, alla LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, che ha da sempre a cuore la tutela della fauna selvatica e degli ambienti naturali, e al Museo delle Scienze, il cui contributo di conoscenza naturalistica ha permesso di leggere e apprezzare più a fondo la ricchezza biologica di questo angolo di costa tarantina.



