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20/08 – Laboratorio educazione ambientale

RSA Villa Maria, Taranto — Giovedì 20 agosto 2026, ore 15:00

Nell’ambito del progetto “Radici Comuni”, giovedì 20 agosto 2026 è stato realizzato un laboratorio di educazione ambientale presso la RSA Villa Maria di Taranto, rivolto agli anziani residenti nella struttura. L’iniziativa ha coniugato l’educazione ambientale con la stimolazione sensoriale, cognitiva e motoria, in un contesto di socialità e benessere relazionale. L’attività è stata articolata in due laboratori identici, ciascuno rivolto a uno dei due gruppi di residenti, per una durata complessiva di circa tre ore. Il tema conduttore è stato il riconoscimento olfattivo delle piante aromatiche, seguito da un momento di manualità e dono.
Ai residenti sono state proposte, in forma essiccata e fresca, cinque piante aromatiche e officinali comunemente diffuse nel territorio pugliese: menta, rosmarino, lavanda, origano e alloro. A ciascun partecipante è stato chiesto di annusare le diverse essenze e di provare a riconoscerle e nominarle, uno stimolo semplice ma capace di attivare tanto l’attenzione quanto il linguaggio. Attorno a questo piccolo gioco di riconoscimento è nato spontaneamente un confronto di gruppo su usi, ricordi e aneddoti legati a ogni pianta: chi raccontava di averla coltivata nell’orto di famiglia, chi ne ricordava l’uso in cucina o come rimedio della tradizione popolare, chi ancora la associava a un luogo o a una persona cara. Il laboratorio si è quindi trasformato, quasi naturalmente, in un momento di narrazione condivisa, in cui l’odore ha fatto da chiave d’accesso a storie ed esperienze personali. Nella seconda parte dell’incontro, i residenti hanno riempito manualmente dei piccoli sacchetti di tessuto con lavanda essiccata, da donare successivamente ai propri familiari. Questo momento ha unito l’attività manuale a un gesto affettivo e relazionale: preparare con le proprie mani un piccolo dono profumato da consegnare a un figlio, a un nipote o a un altro familiare ha permesso ai residenti di sentirsi nuovamente in un ruolo attivo e generativo, capace di prendersi cura di chi ama anziché essere unicamente destinatario di cure.
L’attività proposta, per la sua natura multisensoriale e partecipativa, ha prodotto effetti positivi osservabili su diversi piani: cognitivo, motorio, della memoria e, più in generale, del benessere emotivo e relazionale. Il riconoscimento olfattivo è un compito che richiede attenzione, concentrazione e capacità di elaborazione: annusare un profumo e associarlo a un nome o a un’immagine mentale attiva processi di ragionamento associativo e di richiamo lessicale. Per gli anziani, e in particolare per coloro che presentano lievi decadimenti cognitivi, questo tipo di stimolazione si è rivelato particolarmente efficace nel favorire l’attenzione sostenuta su un compito semplice ma coinvolgente, e nello stimolare il linguaggio attraverso la ricerca e la pronuncia del nome della pianta. Il percorso che porta dal profumo, all’immagine mentale, alla parola e infine al ricordo sollecita un ragionamento associativo che tiene la mente attiva, mentre l’ancoraggio a elementi naturali concreti e familiari promuove l’orientamento e il senso di realtà. Non va infine sottovalutato l’effetto sull’autostima: riuscire a riconoscere correttamente una pianta, e poterlo condividere con il gruppo, restituisce ai residenti una piacevole sensazione di competenza e di partecipazione attiva.
Anche sul piano motorio l’attività ha offerto stimoli significativi. La fase di riempimento dei sacchetti di lavanda ha richiesto l’uso della motricità fine — prendere piccole quantità di materiale, manipolarle, chiudere il sacchetto — un aspetto particolarmente importante per il mantenimento dell’autonomia funzionale nella popolazione anziana. I gesti ripetuti e controllati richiesti dall’attività hanno stimolato la coordinazione oculo-manuale e contribuito a mantenere la mobilità di mani e dita, contrastando la rigidità articolare tipica dell’età avanzata. Il contatto diretto con i fiori essiccati e con i diversi materiali ha inoltre favorito la percezione tattile, mentre più in generale l’attività ha incoraggiato un movimento volontario e finalizzato, un elemento di grande valore soprattutto per i residenti con ridotta mobilità generale.
Durante il laboratorio si è potuto osservare concretamente che gli odori delle piante hanno spesso fatto riaffiorare ricordi legati all’infanzia, alla casa, all’orto o alla cucina familiare, dando vita a racconti spontanei di episodi ed esperienze personali, espressione di una memoria episodica ancora viva. Anche il gesto stesso di manipolare le erbe è stato per molti residenti un’azione familiare e già nota, segno di una memoria procedurale ben conservata. Nel complesso, ritrovare attraverso l’olfatto momenti significativi della propria storia personale ha rafforzato nei partecipanti un senso di continuità identitaria non scontato in un contesto residenziale. Accanto a queste ricadute, l’attività ha favorito la socializzazione tra i residenti, la condivisione di ricordi ed esperienze e un clima di gruppo sereno e positivo. Il dono finale dei sacchetti di lavanda ai familiari ha rappresentato inoltre un gesto simbolico di cura e affetto, capace di rinsaldare i legami familiari e di restituire ai residenti un ruolo attivo e generativo, contrastando quei vissuti di passività che, purtroppo, si accompagnano spesso alla vita in una struttura residenziale.
Il laboratorio realizzato presso la RSA Villa Maria conferma l’efficacia delle attività di educazione ambientale come strumento di stimolazione globale della persona anziana, capace di agire contemporaneamente su più dimensioni: cognitiva, motoria, mnestica e relazionale.