Negli ultimi giorni ci siamo ritrovati al parco per un nuovo laboratorio di piantumazione e cura del verde, insieme alla comunità del quartiere. Abbiamo messo a dimora nuovi rosmarini e ci siamo presi cura delle piante già presenti, ripulendo e sistemando le aiuole.
Perché proprio il rosmarino? Non è solo una pianta aromatica: crescendo fitto e basso, copre il terreno e sottrae spazio, luce e nutrimento alle erbe infestanti, riducendo così la necessità di continui interventi di manutenzione. È una scelta che lavora per noi nel tempo.
Ma c’è di più. Il rosmarino è una pianta mediterranea, abituata al nostro clima: richiede pochissima acqua, una qualità preziosa in un territorio segnato da precipitazioni sempre più scarse. Piantare specie resistenti alla siccità significa progettare spazi verdi che sopravvivono e prosperano anche quando l’acqua manca.
Il verde urbano, inoltre, è un alleato fondamentale contro le isole di calore: più piante significano più ombra, più evapotraspirazione, temperature più vivibili nelle nostre estati sempre più roventi.
Questa inoltre è una area soggetta ad allagamenti e tenere vivo un ecosistema simile permette di ridurre l’idrofobia del terreno e quindi i ristagni idrici.
Questo laboratorio è stato soprattutto un momento di coprogettazione: abbiamo pensato e disegnato insieme gli spazi del parco, perché il Parco di Via Capperi resti un luogo della comunità, curato dalla comunità. Un posto che chiede poca acqua e restituisce tanto: ombra, freschezza, bellezza e occasioni di incontro.







