Da Taranto, alberi e libri contro il cambiamento climatico
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia finanzia Radici Comuni, il progetto con cui Lignum porta nelle aree interne tarantine educazione ambientale, piantumazioni partecipate e un gruppo di lettura sul futuro del pianeta.
In una città che da decenni fa i conti con l’eredità di uno dei poli industriali più inquinanti d’Europa, un gruppo di giovani tarantini ha scelto di rispondere piantando alberi. E leggendo libri. Ora quel gesto si trasforma in un progetto strutturato: si chiama Radici Comuni: lettura, cura e rigenerazione dei territori, è stato selezionato e finanziato dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) a seguito di un bando pubblico, attivo dal mese di maggio e per i prossimi sei mesi dall’associazione tarantina Lignum alberi per Taranto.
Educazione ambientale, piantumazioni con specie autoctone, escursioni nelle gravine dell’entroterra, laboratori su orti urbani e compostaggio: il progetto si innesta direttamente su ciò che Lignum fa già — e rafforza quelle pratiche con risorse, metodo e un orizzonte più ampio.
Una storia che inizia con quindici alberi
Tutto comincia nel 2021, in occasione della Giornata Nazionale dell’Albero. Lignum pianta quindici carrubi e querce roverelle nelle aiuole accanto alla Concattedrale di Taranto. I cittadini possono adottare un albero, i bambini lo piantano con le proprie mani. Tre anni dopo, quei piccoli alberi hanno superato i due metri e mezzo.
L’anno seguente, su richiesta della Marina Militare, l’associazione rimboschisce un’area delle Scuole C.E.M.M. devastata dall’abbattimento dei pini: circa 150 alberelli tra carrubi, lecci, olmi, cipressi, fragni e roverelle, piantati insieme agli studenti delle scuole superiori Pacinotti e Pitagora e ai bambini della primaria Nigro. Una sessione didattica in aula magna precede il lavoro sul campo.
«Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.» — Confucio
Oggi Lignum lavora alla rigenerazione di un’area di circa 3.000 mq a Saturo, nel comune di Leporano, in collaborazione con il Comune e sotto la supervisione del Dott.Vito Crisanti, dottore forestale e paesaggista nonché Presidente dell’ANTA. Il progetto integra tecniche di aridocoltura — antiche pratiche che aumentano la resistenza delle piante alla siccità —, specie autoctone a rischio di estinzione censite nel Registro delle risorse genetiche della Puglia, alberi fruttiferi e un modello di food forest aperto alla comunità.
In questo percorso, Lignum ha preso parte anche a Biodiverso, il programma promosso dalla Regione Puglia per la tutela della biodiversità agricola e ambientale, rafforzando il proprio impegno nella valorizzazione delle specie autoctone, della memoria rurale e del patrimonio naturalistico del territorio ionico.
Leggere per cambiare: il gruppo “I lettori della natura”
Nel 2025 Lignum ha già lanciato un gruppo di lettura mensile sull’ecologia, realizzato in collaborazione con Feltrinelli Librerie di Taranto. Un canale Telegram per la discussione in itinere, e poi un incontro dal vivo al termine di ogni libro. Gratuito, aperto a tutti.
Con Radici Comuni, questo format viene potenziato: gli incontri affronteranno cambiamento climatico, giustizia ambientale e biodiversità con il contributo di esperti locali — ambientalisti, agronomi, docenti. La lettura diventa attivismo culturale.
Per Lignum, infatti, la rigenerazione ambientale non può essere separata da quella sociale: prendersi cura del paesaggio significa ricostruire legami, senso di appartenenza e partecipazione civica. Il filo conduttore di Radici Comuni è proprio la riscoperta dell’identità del territorio come strumento di comunità e cambiamento collettivo.
Il Green Tour: riscoprire il territorio per amarlo
Lignum organizza già escursioni guidate nel patrimonio naturalistico tarantino — le ha chiamate Green Tour. La prima edizione ha portato cittadini e famiglie lungo la circummarpiccolo, fino all’oasi dei Battendieri e alla Big Bench, immersi nella biodiversità spontanea a pochi chilometri dal centro città.
Con Radici Comuni, queste escursioni entrano nelle aree interne della provincia: gravine dell’arco ionico, masserie storiche, boschi mediterranei. L’obiettivo è duplice — far conoscere ai tarantini il proprio territorio e costruire una consapevolezza collettiva sulle fragilità ambientali che lo minacciano.
Cosa prevede il progetto
Le attività di Radici Comuni si articolano in cinque linee:
- Gruppo di lettura tematico su ecologia, giustizia climatica e stili di vita sostenibili, con cadenza mensile e apertura alla cittadinanza
- Laboratori esperienziali su consumo sostenibile, orti urbani e compostaggio domestico, per bambini, anziani e famiglie
- Sessioni di piantumazione partecipata con specie autoctone, per costruire corridoi verdi, assorbire CO₂ e rafforzare la biodiversità urbana
- Escursioni e passeggiate naturalistiche nelle aree interne della provincia, con guide ambientali ed esperti locali
- Produzione di contenuti digitali e brochure per documentare, raccontare e moltiplicare l’impatto delle attività
I beneficiari diretti comprendono residenti, anziani, giovani, bambini e gruppi vulnerabili del territorio. Il progetto si inscrive negli obiettivi 11.3 e 11.7 dell’Agenda 2030 ONU, che puntano a rendere le città inclusive, resilienti e dotate di spazi verdi accessibili a tutti.