Taranto 23 Maggio 2026 – Progetto Radici Comuni
In data 23 maggio 2026 si è svolta la passeggiata naturalistica presso il Vivaio Forestale Regionale Leggiadrezze di Taranto, struttura gestita da ARIF Puglia (Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali) e collocata in prossimità della foce del fiume Galeso, area di notevole interesse naturalistico affacciata sul Mar Piccolo. L’attività ha coinvolto 30 partecipanti per una durata complessiva di tre ore.
Un luogo che custodisce la biodiversità pugliese
Definire il Vivaio Leggiadrezze semplicemente un “vivaio” sarebbe riduttivo. Si tratta di un presidio attivo di biodiversità dove ogni giorno i tecnici di ARIF Puglia coltivano specie arboree e arbustive autoctone, ricostruiscono ecosistemi e custodiscono un patrimonio botanico profondamente radicato in questo territorio. La scelta di questo luogo come meta della passeggiata non è stata casuale: dal Vivaio Leggiadrezze proviene gran parte del materiale vegetale messo a dimora nei precedenti interventi di riforestazione urbana realizzati nell’ambito di Radici Comuni. Portare i partecipanti a vedere l’origine degli alberi che insieme si è contribuito a piantare, ha significato rendere visibile l’intera filiera del progetto — una filiera corta, territoriale, radicata — e restituire a ogni messa a dimora la sua storia completa.
L’iniziativa rientra tra le azioni di educazione ambientale e lettura del territorio previste dal progetto Radici Comuni, con i seguenti obiettivi specifici:
– aumentare la conoscenza dei partecipanti rispetto alle specie arboree e arbustive autoctone della Puglia e alle tecniche di propagazione vivaistica;
– rafforzare il legame tra la comunità locale e le azioni di riforestazione urbana condotte nell’ambito del progetto;
– promuovere la consapevolezza del valore ecologico del territorio tarantino, con particolare riferimento all’ecosistema del Mar Piccolo e all’area della foce del Galeso.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza da parte dello staff di ARIF Puglia, che ha condotto il gruppo lungo i viali del vivaio articolando i seguenti contenuti:
– illustrazione delle tecniche di propagazione vegetativa e da seme delle principali specie forestali autoctone pugliesi, tra cui roverella, quercia, rosmarino, lentisco, azzeruolo e altre specie mediterranee;
descrizione dei criteri fitosanitari e selvicolturali adottati nella selezione del materiale vivaistico destinato agli interventi di riforestazione urbana;
– approfondimento sul ruolo ecologico del sito nel contesto dell’ecosistema costiero del Mar Piccolo, con riferimento alla funzione tampone della foce del Galeso e alla biodiversità vegetale dell’area;
– illustrazione del nesso diretto tra la produzione vivaistica del Leggiadrezze e le messe a dimora realizzate nelle precedenti fasi operative del progetto.
I trenta partecipanti — eterogenei per età e provenienza — hanno camminato, osservato, posto domande. Il ritmo lento della passeggiata ha favorito la conversazione e un’attenzione autentica verso il contesto naturale circostante, trasformando la visita in un’esperienza di apprendimento attivo e di riconoscimento del territorio.
Le passeggiate naturalistiche costituiscono uno degli assi di intervento di Radici Comuni, complementare alle azioni dirette di riforestazione urbana. Esse rispondono all’obiettivo di radicare le pratiche di cura ambientale in una conoscenza concreta del territorio, favorendo nei partecipanti lo sviluppo di competenze ecologiche di base e il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità locale.
In una città come Taranto, dove il rapporto tra comunità e ambiente naturale è spesso segnato da una storia complessa, creare occasioni di incontro diretto con la natura locale ha un valore che va oltre la semplice fruizione del paesaggio. È un atto di cura collettiva, di rigenerazione del senso di appartenenza, di costruzione — lenta e radicata — di una cultura condivisa della responsabilità ambientale. L’attività del 23 maggio ne è stata una conferma concreta: trenta persone sono entrate in un luogo che non conoscevano e ne sono uscite con qualcosa in più — una storia, un’immagine, un legame con il territorio che Radici Comuni, grazie al sostegno della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, continua ogni giorno a coltivare.