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Cambiamenti climatici e vulnerabilità nelle aree del mediterraneo

Siamo in primavera, eppure le temperature di queste settimane — nonostante le piogge — ricordano già quello che ci aspetta tra qualche mese.

Chi vive in Puglia lo sa bene: le estati sono cambiate.

Più lunghe, più intense, più difficili da superare per le fasce a rischio.

Non è solo una percezione.

Diversi studi indicano che l’Italia, inserita nel contesto del Mediterraneo, è tra le aree più vulnerabili al cambiamento climatico, con temperature medie in aumento e ondate di calore sempre più frequenti.

Le città amplificano tutto

Nelle aree urbane il problema si fa ancora più evidente.

Asfalto, cemento e superfici impermeabili accumulano calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente la notte.

È il fenomeno dell’isola di calore urbana: le città diventano più calde delle campagne circostanti, e chi ci abita ne paga il prezzo in termini di salute, comfort e qualità della vita.

A Taranto questo effetto può risultare amplificato da una combinazione di fattori, tra cui densità urbana, eredità industriale e una copertura arborea che in molte aree risulta limitata.

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Una soluzione concreta esiste già

Il verde urbano non è un elemento decorativo, lo diciamo sempre.

Gli alberi abbassano la temperatura attraverso l’ombra e l’evapotraspirazione, migliorano la qualità dell’aria, riducono l’impatto delle ondate di calore.

Sono infrastruttura climatica, tanto quanto una rete idrica o una strada.

E a differenza di molte altre soluzioni, funziona su scala locale, produce effetti visibili in tempi relativamente brevi e può essere realizzata progressivamente, quartiere per quartiere.

Una questione di scelte collettive

Piantare alberi, prendersi cura di quelli esistenti, progettare spazi verdi nelle aree più esposte: sono scelte che costruiscono città più resilienti e più vivibili.

Non solo per chi ci abita oggi, ma per chi ci abiterà tra vent’anni.

A Taranto, questa trasformazione è possibile.

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