Lignum – Alberi per Taranto APS
📅 11 agosto 2025 – Partecipazione all’incontro con i consiglieri comunali di Taranto sull’ex Ilva
Il giorno 11 agosto 2025, la nostra associazione Lignum – Alberi per Taranto APS ha partecipato, insieme ad altre realtà ambientaliste, a un incontro con i consiglieri comunali di Taranto per discutere delle problematiche legate allo stabilimento ex Ilva e al futuro della città.
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Come si è arrivati all’incontro dell’11 agosto
- 30 luglio 2025 – Il Consiglio comunale monotematico sull’ex Ilva viene inizialmente convocato per questa data, con l’obiettivo di raccogliere posizioni e proposte su ambiente, salute e occupazione.
- 6 agosto 2025 – La seduta viene rinviata e riconvocata con diretta streaming, incentrata sull’Accordo di Programma per la decarbonizzazione e la diversificazione produttiva.
- 11 agosto 2025 – Giornata di ascolto organizzata dai consiglieri comunali: la mattina incontri con rappresentanti di imprese e associazioni di categoria; il pomeriggio confronto con le associazioni ambientaliste, tra cui Lignum.
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Scopo dell’incontro
L’incontro è stato finalizzato a:
- Presentare ai consiglieri comunali osservazioni e proposte concrete sulla questione ex Ilva.
- Sottolineare le priorità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
- Portare la voce delle associazioni cittadine in un processo decisionale che sfocerà in un documento unitario da sottoporre al Sindaco di Taranto.
Il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, ha dichiarato che le istanze raccolte diventeranno parte di una bozza condivisa, orientata a coesione sociale, centralità della persona, decarbonizzazione e diversificazione produttiva.
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Testo integrale dell’intervento di Lignum
Buongiorno a tutti i consiglieri comunali,
Vi ringraziamo per averci concesso questo spazio.
Passo subito ai punti specifici che intendiamo sottoporviIl punto che finora è stato affrontato con eccessiva timidezza da parte di tutte le parti coinvolte e che, a nostro modo di vedere, rappresenta invece il fulcro di ogni discussione è la bonifica. Senza bonifiche, non potremo mai disinnescare l’arma del ricatto che ci viene costantemente puntata contro. Lo scempio ambientale continuerà a essere una delle ragioni per cui la città verrà messa in condizione di accettare qualsiasi prospettiva di utilizzo di quel sito, perchè in ogni caso sarà sempre “meglio” dello stato di sito inquinato e abbandonato.
Le bonifiche non sono un optional, né una promessa da rimandare a chissà quando. Sono un diritto che ci spetta adesso, indipendentemente da come si evolverà la situazione produttiva. Devono partire subito, senza più indugi.In merito all’accordo di programma, qualsiasi piano e contenuto esso preveda, vi poniamo una domanda: riteniamo di avere, come comunità e come istituzioni locali, un potere di coercizione o di rivalsa rispetto al mancato rispetto degli accordi da parte dello Stato?
Lo chiediamo perché se così non fosse – e non lo è – tutto ciò che rimarrebbe sarebbe la responsabilità politica di aver firmato un accordo che, di fatto, non avrà tutelato i cittadini, nè noi nè voi. E proprio in tema di tutela, ci aspettiamo l’impugnazione dell’Aia da parte degli enti locali, tema che rischia di passare in sordina e che invece ha assoluta priorità.È inaccettabile che si parli di decarbonizzazione mentre si pianifica di rimettere in funzione altoforni a fine vita. Il revamping di questi impianti richiederebbe svariate centinaia di milioni di euro, il che rende assolutamente antieconomica una loro fermata nel breve termine. E ciò ci indica, implicitamente, che gli afo ristrutturati sono destinati, nelle intenzioni del governo, a operare per molti anni ancora, in piena coerenza con la nuova Aia . Questo non è decarbonizzare, ma prolungare l’agonia e l’inquinamento di un territorio già fortemente provato.
Ci chiediamo come sia possibile discutere del numero di forni da installare o del numero di DRI da ipotizzare senza avere una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o una Valutazione del Danno Sanitario (VDS) preventive. Questo modo di agire dimostra ancora una volta che l’unico parametro valutato è la quantità di acciaio da produrre, riducendo la questione sanitaria e ambientale ad una mera conseguenza che ad ogni modo “ci dobbiamo far andare bene”.
Infine, ci domandiamo come si possa anche solo pensare di continuare a impattare su questo territorio, già storicamente vessato da una pressione ambientale insostenibile, con nuovi impianti come i DRI, la nave rigassificatrice o il desalinizzatore in mar grande (in aggiunta a quello già previsto sul Tara da aqp). Questi progetti non farebbero altro che rafforzare il ruolo dell’industria, piegando ancora una volta le esigenze della nostra comunità a interessi più grandi, contro i quali non avremo la forza di opporci.
Cari consiglieri, il nostro appello è un’esortazione al coraggio. Vi chiediamo di avere una visione, la capacità di immaginare un futuro diverso per la nostra città così bella e amata. Un futuro che non sia più dettato dalla rassegnazione.
Potete cambiare il corso degli eventi, proprio come è successo in altri contesti simili. Le storie di Bilbao, della Ruhr o di Pittsburgh dimostrano che è possibile. E allora vi chiediamo di confrontarvi con la politica che in quei luoghi si è occupata di questa transizione, per trarne ispirazione e toccare con mano qualcosa che da noi viene vista ancora come illusione, mentre altrove è già realtà.
Non siate i custodi di una storia già scritta, siate gli autori di un nuovo, radioso capitolo per Taranto.
Lignum alberi per Taranto
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Prossimi passi
Il Direttivo di Lignum continuerà a:
- Partecipare ai tavoli istituzionali sul tema.
- Mantenere un’informazione trasparente verso i soci e la cittadinanza.
- Sostenere progetti e iniziative per un futuro sostenibile e libero dall’inquinamento industriale.
Invitiamo soci e cittadini a rimanere informati e partecipare alle prossime iniziative pubbliche.
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Il Direttivo
Lignum – Alberi per Taranto APS 🌳